La nostra filosofia

 

Una storia che non ha mai smesso di iniziare.

C’era una volta (e ancora c’è) una storia fatta di cammini e fabulae.

Ognuno ha le sue radici; c’è chi le cerca per una vita e non le trova mai, c’è chi deve costruirsele, c’è chi prima o poi le trova e c’è chi invece le ha sempre sotto gli occhi perché in fondo sono sempre state lì un poco sepolte e un poco libere dal terreno. Per le nostre radici, la storia non ha mai smesso di iniziare. Esse sono sempre state lì, basta solo saperne seguire il percorso tra i passaggi talvolta tortuosi della storia e della cultura popolare che arrivano fino a noi.

Sono radici fatte di transiti e antichi ritrovi come stalle, focolari e granai, dove ci si scambiava racconti in cui realtà e fantasia perdevano i loro confini. Luoghi che erano il centro della socialità e della condivisione. Attimi dove l’agire fisico come sgranare pannocchie, costruire utensili, aggiogare buoi era sempre associato all’atto di raccontare. Il nostro mondo arriva da lì.

Ci piace ricordare come costruire un racconto in questi luoghi, all’epoca era detto fare “filò”, ovvero “filare”, tessere una trama di storie. Ed è proprio quello che facciamo. Anche noi facciamo “filò” ma al posto di sgranare pannocchie noi raccontiamo camminando.

Ci ispiriamo infatti al peregrinare dei cantastorie, ai teatranti itineranti, che trovavano, proprio in questa dimensione, la loro modalità di raccontare. Spesso accompagnati da uno strumento musicale essi fondavano nuove epopee, nelle quali, realtà e fantasia, letteratura alta e tradizione popolare, teatro e immagine si intrecciavano indissolubilmente.

Ma era anche il tempo in cui transitare e narrare voleva dire sopravvivere. Un tempo in cui prendevano corpo ritualità profonde: l’alpeggio, il pascolo, la transumanza; pratiche indissolubilmente legate al sostentamento, all’immaginario ed al passar delle stagioni.

Pensiamo che anche ora, nonostante queste attività siano ormai perdute, tornare ad esse con il mezzo del teatro sia un po’ come sostentarsi e tornare a vivere.

Tornare a vivere sul piano del cuore, delle relazioni e della fantasia.
Tornare su quei passi con gli occhi e l’immaginario di oggi è la sfida per ridare vita a un luogo mitico dal quale ognuno di noi sente di arrivare.

È il mezzo per ritrovarci a tessere con nuovi e antichi fili la grande coperta delle nostre storie e delle nostre identità.

 

Percorsi e mondi tutti da scoprire

Ci sono percorsi, sentieri, strade in cui non basta solo camminare. Ci sono percorsi che con le loro storie ci invitano anche ad immaginare e a trasformarci.

Ci sono tragitti nella natura che sono anche attraversamenti interiori; dove, quello che sentiamo ad ogni passo, non è solo lo scricchiolio di un sottobosco fatto di foglie, terreno morbido e aghi di pino ma anche il denso e affascinante intrecciarsi di racconti, fiabe, letteratura e gioco teatrale.

Ci sono rocce che non sono semplicemente rocce ma anche mondi che ci portiamo dentro, forse troppo duri da poter abbracciare ma che possiamo ammorbidire con la tenerezza della parola e del racconto. Percorsi in cui il cielo è fatto per scrivere i sogni per i tempi che verranno e percorsi in cui i fiumi sono lì per affidarvi barchette di carta con scritti messaggi che forse prima o poi qualcuno leggerà.

Ci sono luoghi dove il paesaggio che vediamo davanti a noi riflette esattamente ciò che sentiamo oppure dove ciò che si manifesta ai nostri occhi entra in noi aprendo panorami inaspettati.

Il teatro e l’escursionismo sono gli strumenti attraverso i quali permettiamo che questo sottile dialogo possa manifestarsi.
E’ un dialogo imprevedibile, spesso sorprendente, a volte spiazzante ma che non manca mai di guidarci verso un “altrove” dove scoprire qualcosa di nuovo.
Sono questi i percorsi, le strade e i sentieri che ci cambiano, che cambiano le comunità che attraversiamo; sono le esperienze che si depositano in noi creando nuove reti di significati.

Sono queste le trame dei nostri sogni, dei nostri passi, delle nostre vite e dei nostri incontri.

 

Uno zaino carico, carico, carico di …

Con noi cammina la fantasia, certo, ma non senza una solida preparazione.

I nostri Trekking sono sempre studiati nei minimi dettagli da guide professioniste per garantire il giusto grado di sicurezza e fiducia. Per questo ogni nostra partenza inizia sempre con una buona preparazione tecnica in cui si valutano tutti gli aspetti del percorso, le eventuali criticità e i punti di maggior fascino.

Ma il lavoro non finisce qui. Nel nostro zaino aggiungiamo sempre qualcosa di più.

Le nostre guide, infatti, non sono mai solo guide ma anche attori, scrittori, performer, chi per professione e chi per passione; con esperienze maturate in anni di studio e approfondimento.

Guide e “traghettatori” tra mondi naturali e mondi creativi, che oltre ad avere esperienza sul campo portano con sé anche una formazione artistica e culturale.

Dunque uno zaino carico, carico, carico di… teatro e arte.

Uno zaino pieno di tutto ciò che è intangibile, ineffabile, carico della “materia dei sogni”.

Uno zaino che, pur arricchendosi di cose sempre nuove, non aumenta mai il peso sulle nostre spalle.

Prima di partire riempiamo le sue tasche di interviste, aneddoti, storie e memorie e le trasformiamo in trama teatrale. Intrecciamo la drammaturgia del paesaggio con la drammaturgia del racconto. Grazie ai nostri “ferri del mestiere” permettiamo ad uno scorcio di bosco di rivelarci l’anima più profonda e la sua ricchezza che sfugge alla vista. Gli diamo voce e parola attraverso i nostri corpi.
Solo allora siamo pronti per i nostri primi veri passi (per come li intendiamo noi).

Solo allora siamo pronti ad accompagnare.

 

Il teatro che esce dal teatro.

Immaginiamo un teatro senza il teatro. Un teatro che ha messo gli scarponi e se n’è letteralmente andato. Forse per sempre? Chissà. Magari un giorno farà ritorno ma di certo non sarà più lo stesso.

Un teatro che ha lasciato andare a passeggio la sua anima lasciandole la libertà di sfiorare le foglie degli alberi, di sdraiarsi nei prati al tepore del sole primaverile, di ascoltare il richiamo degli animali e di fermarsi a osservare l’acqua fresca di un ruscello di montagna.

Un teatro che si prende la libertà di riscoprire sé stesso e il proprio valore proprio perché lontano da un corpo a cui forse si era un po’ troppo abituato e in cui si sentiva un po’ stretto.

Il nostro teatro disegna nuovi riti, nuove consuetudini e porta il soffio di valori nuovi in cui rispecchiarsi.

È un teatro che lascia il suo luogo d’elezione per entrare in natura e diventare strumento di memoria, condivisione, relazione.
È un teatro che abbraccia e si contamina con il trekking, con l’escursionismo e con le arti performative per creare nuove sinergie e per aprirsi a nuovi orizzonti tra natura, cultura e storytelling.

È un teatro che va creandosi nel tragitto, non è mai statico, un luogo dove non si è mai semplici spettatori. Non ci sono spazi artificiali, luci, distanze a dividerci ma solo natura, voce, corpo e incontri.

Escursioni teatrali, workshop ed esperienze di trekking aperte alla sperimentazione sono le proposte con le quali accompagniamo adulti e bambini nel mondo della natura, dell’immaginario e della trasformazione di sé. Studiamo sempre nuove forme, nuove dimensioni di dialogo e interazione; sorprendiamo noi stessi, studiamo il paesaggio e sovvertiamo il modo in cui raccontarlo valorizzandone gli aspetti naturalistici e culturali.

C’era una volta (e ancora c’è) una storia che non ha mai smesso di iniziare. Un teatro di cammini e fabulae. Un teatro dove le quinte sono querce, le scenografie sono paesaggi, le poltrone sono passi e i sentieri sono racconti.

Ci sono nuove avventure fatte di storie e percorsi sconosciuti che aspettano solo chi ha un grande cuore e tanta voglia di essere con noi in questo mondo ancora tutto da esplorare.

 

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